Chiesa di Sant’Angelo all’Ospedale

PICT0178

La chiesa, annessa ad un’antica struttura di sosta per i pellegrini ora del tutto scomparsa, si trova a metà strada tra il centro storico dell’abitato e Piazza Fontana Moresca. Essa risulta in un documento del 1039 ed occupa una cavità naturale lunga circa 30,00 m, collegata ad un’altra simile parallela ad essa mediante un cunicolo ad U. La struttura presenta sulla strada una facciata in fabbrica, con profilo a capanna incorniciato da due colonne e risulta divisa in due ambienti a pianta rettangolare mediante un altare.
Il vano più interno, che dobbiamo considerare sicuramente il primo luogo di culto, termina con un’abside e le pareti si saldano alla roccia in maniera molto armonica. L’altare dell’ambiente più esterno risulta ascrivibile alla fase più recente della costruzione, quando alla fine del XIX secolo subì un restauro e fu abbellito dall’affresco della Madonna con Bambino, mentre la decorazione geometrica delle pareti laterali rivela suggestioni del XIV secolo. Già nel 1100 dovette esserci una fase di ampliamento finalizzata alla regolarizzazione dell’area di culto sul modello a cinque absidii, che qui ne realizza solo tre per mancanza di spazio.
Interessanti da notare il piccolo pulpito del ‘200, poggiante su colonne di cui una con capitello in marmo bianco, ed una serie di vani absidali a cui si accede dalla sacrestia, a destra dell’altare.
Tutto il complesso, fornito di una cisterna ancora utilizzata, posta sotto il pavimento dell’ambiente più esterno a cui affluiva l’acqua da una vasca di raccolta situata in uno dei vani più interni, racchiude numerose colonne, molto piccole ma caratterizzate da capitelli che mostrano decorazione di chiara influenza europea.
La piccola cappella ha accanto un campanile a quattro piani, non sempre comunicanti tra loro perché poggianti in alcuni punti direttamente sulla roccia.
Le fasi edilizie della struttura mostrano chiaramente che questa cavità dovette essere utilizzata per un primo periodo come luogo di culto in grotta (una laura) e solo dopo, in un momento coincidente con l’ampliamento, dovette trasformarsi in cenobio e luogo di sosta per i pellegrini   (il vicino Ospedale).
L’affresco, il pulpito e il pavimento a maioliche, comune alle strutture ecclesiastiche dell’area, risultano fortemente minati dall’elevata umidità causata non solo dalla presenza della roccia sovrastante ma anche della cisterna

Ravello_Chiesa_di_S_Angelo.pdf


MADONNA DELL’OSPEDALE
“Il rifugio dei viandanti immortalato da Escher”

La chiesa – che appare in un’incisione di Escher – si trova a metà strada tra il centro storico dell’abitato e Piazza Fontana Moresca.
Come si evince dal toponimo, la Chiesa di Sant’Angelo – Madonna dell’Ospedale era attigua ad una struttura caritativa attiva dal Medioevo. Essa doveva essere uno xenodochio*, preposto all’accoglienza di viandanti e pellegrini. L’esistenza della chiesa è attestata con certezza dal 1039, grazie a quanto si legge in un documento dell’Archivio Diocesano.
L’interno, estremamente suggestivo, si riparte in due ambienti distinti. Quello più interno, doveva essere, quasi con certezza, il nucleo originario della chiesa, che doveva presentarsi come una struttura rupestre. Ancora oggi è visibile, difatti, come gli elementi architettonici interni si incastrano con le pareti rocciose dell’antro in cui sorge l’edificio. L’ambiente più esterno, credibilmente più recente del precedente, presenta un altare rimaneggiato nel XIX secolo, che è stato dotato di un affresco della Madonna con Bambino.
Per l’interno sono presenti elementi decorativi di varia epoca, che testimoniano la continua frequentazione dell’edificio nel corso dei secoli.
Le absidi sono un’aggiunta del 1100. Sono inoltre presenti anche un piccolo pulpito del 1200, con un pregevole capitello in marmo, e una decorazione geometrica dei lati della struttura, risalente al 1400.
Le fasi costruttive dell’edificio dimostrano come nel corso del tempo il luogo abbia assolto a diverse funzioni. Dapprima, per la sua caratteristica di chiesa rupestre, fu un luogo di culto in grotta (tale tipologia cultuale è estremamente diffusa in Costiera) e, solo in un secondo momento, divenne xenodochio.

*Lo xenodochio era una struttura di appoggio ai viaggi nel Medioevo, adibita ad ospizio gratuito per pellegrini e forestieri. Più piccolo di un hospitale era posto sul percorso di una via di pellegrinaggio. In ambito urbano era un edificio delegato ad ospitare attività assistenziali.

Condividi contenuto

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email