Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Castiglione

CHIESA DEI SANTI FILIPPO E GIACOMO A CASTIGLIONE

“Una frazione  in bilico fra due comuni”

Arrivare alla Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo significa percorrere uno dei sentieri più belli della Costiera. Partendo da Ravello, si procede lungo l’antica strada che collegava la cittadina montana al mare, dalla quale è possibile godere di paesaggi e scorci unici. Passando, poi, tra alberi di olivo e vigneti attraverso scale scavate nella roccia, ci si rende conto di quanto sia stato faticoso e difficile per l’uomo abitare e coltivare questi luoghi, all’apparenza così impervi.
Anche la posizione della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, arroccata sui fianchi di Punta Civita, è una dimostrazione di come il territorio non abbia favorito l’uomo nella sua impresa.
L’edificio, difatti, sorge su un costone di roccia che affaccia direttamente sul mare. Da qui è possibile ammirare lo stesso scenario che è stato fonte di ispirazione dell’artista olandese Escher.
Proprio la bellezza e la quiete di questo luogo spinsero già nel X secolo gli antichi abitanti di Ravello ad edificare il monastero femminile benedettino di Santa Maria di Castiglione, destinato ad accogliere le figlie delle nobili famiglie di Ravello. La chiesa e il cenobio ebbero all’epoca grande fortuna e ricchezza, proprio grazie alla posizione “strategica”. L’istituto religioso, difatti, aveva il pieno controllo degli scambi e della pesca che avvenivano nella marina di Castiglione e, proprio per questo motivo, il monastero non fu estraneo a liti con le vicine comunità di Amalfi e di Atrani.
Il cambio di dedicazione (Santi Filippo e Giacomo) del 1453 coincide con la chiusura del monastero, che nel corso del periodo a cavallo tra il XIV e il XV secolo vive una vera e propria decadenza. Il numero delle monache, infatti, col passare del tempo, tende a diminuire sempre più, fino al 1453, quando papa Niccolò V chiude definitivamente la struttura, che viene assorbita dalla diocesi di Ravello.
Il periodo di declino, tuttavia, non è destinato a fermarsi. Difatti, fino al XVII secolo si assiste ad un progressivo degrado della struttura, prossima al crollo, e alla spoliazione delle suppellettili presenti nell’edificio. Tale situazione di degrado, per fortuna, ebbe termine tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, grazie al contributo del Monastero di Santa Chiara (che finanziò i lavori di restauro dell’edificio) e alla disponibilità di un parroco atranese, che si offrì di custodire la chiesa e di celebrarvi messa periodicamente.
Da allora la Chiesa è posta sotto la tutela della parrocchia della vicina Atrani, cui si può arrivare percorrendo una scala scavata anch’essa nella roccia. Ciò ha fatto sì che gli abitanti di Castiglione avessero come punto di riferimento il piccolo paese limitrofo anziché il capoluogo Ravello, distante dalla frazione quasi 5 km.

 

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