Villa Episcopio

COMUNE: Ravello
DENOMINAZIONE: Villa Episcopio
DOVE STA: Via Episcopio

DESCRIZIONE:

Villa Episcopio, edificata nel corso del secolo XI, è l’antica dimora dei vescovi di Ravello. Il complesso architettonico, costituito da più piani, con atrio e ambienti a volta, secondo i canoni della domus medievale ravellese, si trova nel rione Toro, il nucleo più antico della città. Nei pressi del palazzo si ergevano la chiesa di San Bartolomeo, già diruta nel 1606, e quella di Tutti i Santi, utilizzata nel corso del sec. XVI come fornace per la fusione delle campane. Nel corso del Seicento mons. Giuseppe Saggese intraprese il restauro del complesso vescovile, ormai fatiscente, che in quegli anni accolse il seminario diocesano. Il saloni del complesso ospitarono anche il pranzo che fino al secolo XVII veniva offerto al clero diocesano in occasione del Giovedì Santo e dell’ Assunzione della Vergine Maria, titolare della cattedrale. Esso doveva comprendere spalle di maiale arrostite, condite con olio, cavoli e zucchine, caciocavallo, pesci salati, umbula (pane dolce con uova), mostaccioli (piccoli dolci speziati a forma di rombo) e vino. Interventi radicali si resero necessari anche nella seconda metà del secolo successivo: il vescovo Biagio Chiarelli ampliò il complesso monumentale, ormai inabitabile e a rischio di crollo, con nuovi ambienti e lo arricchì con affreschi e colonne. Nel palazzo, con atrio e giardino interno, erano presenti anche la curia episcopale e la cosiddetta celendra, volta alla politura, alla manganatura e alla tintura dei panni di lana, attività esercitata in città sin dal 1299 e cessata con la peste del 1656. Alla fine del Settecento il palazzo, divenuto casa di “madonna povertà”, accolse uomini, donne e bambini, cui veniva offerto un pasto frugale che costituiva l’unico mezzo di sostentamento. Nella seconda metà dell’Ottocento Francis Nevile Reid, botanico scozzese ed appassionato cultore d’arte, acquisì Villa Episcopio, provvedendone successivamente ai lavori di restauro. Il fascino dell’antico complesso e la felice ubicazione indussero Pasquale Palumbo, dipendente del Reid, e sua moglie, la bernese Elizabeth Von Wartburg, a trasformare l’antico Episcopio nella prima pensione di Ravello: la “Pensione Palumbo” destinata ad accogliere eminenti personalità dell’arte, della cultura e della politica. Dal febbraio al giugno 1944 Villa Episcopio fu temporanea dimora di Vittorio Emanuele III e della regina Elena, ospiti del Duca Riccardo di Sangro che aveva acquisito la dimora nel 1926.
Nel salone del palazzo il 22 aprile di quell’anno i Ministri del Primo Governo di Unità Nazionale, costituito dai rappresentanti dei partiti antifascisti, prestarono giuramento davanti al sovrano. Il 5 giugno Vittorio Emanuele III affidava la luogotenenza del regno al figlio Umberto nella straordinaria cornice di quei luoghi prediletti da Wagner. Una pagina importante nella storia d’Italia era stata scritta.

VEDERE, VISITARE, TROVARE In corso di ristrutturazione
DATI SULLA FRUIZIONE: Nessuno

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