COMUNE: Atrani
DENOMINAZIONE: Santuario di Santa Maria del Bando
DOVE STA: Atrani, Via San Sebastiano, n. 42
DESCRIZIONE: La Chiesa di Santa Maria del Bando di Atrani è documentata per la prima volta dal documento 221 del Codice Diplomatico Amalfitano del 9 settembre 1187. Essa fu edificata alle falde del Monte Maggiore, in un luogo dal quale veniva emesso il âbandoâ ai tempi della Repubblica Marinara (839 â 1131). Considerati i reperti marmorei in essa conservati, è ipotizzabile che si trattasse di una chiesa rupestre risalente all’Alto Medioevo. Lâappellativo âbandoâ è dovuto quasi certamente alla circostanza che da questa chiesa venivano proclamati i bandi, le condanne a morte, le diverse notizie che interessavano la popolazione.
L’edificio di culto è posto su di una falda del Monte Aureo ed è completamente isolata dal centro abitato di Atrani: vi si accede con unâarrampicata di circa 750 scalini.Lo stile è romanico-amalfitano, secondo lâorientamento tipico delle chiese medievali est-ovest, che prevede lâaltare maggiore ad est, cioè verso il luogo dal quale sorge il sole, simbolo di Cristo e dellâeternitĂ . Lâinterno è a navata unica (quasi quadrata) con volta a botte e con pregevoli dipinti.
Da una piccola porta accanto allâaltare, sulla destra, si accede alla sacrestia, dove è conservata unâurna cineraria romana di marmo bianco, sulla sinistra si apre un altro piccolo vano che ospita la cella campanaria, dove si trovano due campane in bronzo, una delle quali porta incisa la dedica alla Madonna del Bando e lâanno della fattura (1924). Allâinterno della chiesa, sopra lâaltare, si trova un affresco quattrocentesco della Vergine Maria, che raffigura lâintervento della Madonna a favore di un condannato a morte; costui, salvo per miracolo, per voto dovette contribuire al restauro coevo dell’intero edificio ecclesiastico.
La chiesa, nei primi anni del XX secolo, fu sottoposta a restauro con le offerte dei cittadini, grazie alla solerzia del Rettore della stessa, Reverendissimo Don Bonaventura canonico Iovene, cameriere segreto del Sommo Pontefice. Il 7 settembre 1944 lâallora arcivescovo di Amalfi, Mons. Ercolano Marini, con proprio decreto, incoronò lâimmagine della piissima del Divino Bambino, ricorrendo la solennitĂ della nascita della medesima Vergine, elevando, inoltre, la cappella con il titolo, le prerogative e gli onori di Santuario Mariano, concedendo, oltre a ciò, in perpetuo, ai fedeli che la visitano in quella data, di ottenere per una sola volta, in quel giorno, lâindulgenza.
Attualmente il Rettore del Santuario è il Parroco don Christian Ruocco (Professore Giuseppe Gargano storico medievalista).
VEDERE, VISITARE, TROVARE:  Il Santuario è aperto a tutti durante le liturgie che vengono celebrate in diversi periodi dellâanno. Inoltre, il Santuario è visitabile al pubblico, tramite prenotazioni, da effettuarsi almeno un giorno prima, presso il Responsabile Giovanni Proto, raggiungibile al numero 3346658898 o allâindirizzo email giovanniproto1@alice.it., oppure consultando le pagine Facebook, Instragram e TripAdvisor âSantuario Santa Maria del Bandoâ. La visita dura circa 1 ora e prevede lâaccesso alla Grotta del Paradiso e a quella di Masaniello, nel cui interno si possono ammirare i resti di un sito archeologico del IX sec. riscoperto nellâanno 2000 ed infine lâingresso al Santuario.
DATI SULLA FRUIZIONE: Nessuno
OPPORTUNITAâ: La chiesa potrebbe essere valorizzata attraverso supporti informativi o inserendola in percorsi di visita dedicati ai beni monumentali di Atrani o, ad esempio, ai pavimenti maiolicati.
BIBLIOGRAFIA:
PANSA F.M., Istoria dell’antica Repubblica di Amalfi, II, Napoli 1724 (rist. anast. Forni, Sala Bolognese 1990).
CAMERA M., Memorie storico-diplomatiche dell’antica cittĂ e ducato di Amalfi, II, Salerno 1876 (rist. anast. Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Amalfi 1999).
COZZA LUZI J. (a cura di), Historia et Laudes SS. Sabae et Macarii iuniorum e Sicilia, auctore Oreste Patriarcha Hierosolymitano, Roma 1893.
BORSARI S., Il monachesimo bizantino nella Sicilia e nell’Italia meridionale prenormanne, Napoli 1963.
CERENZA A., L’organizzazione monastica nel Ducato di Amalfi, in Istituzioni civili e organizzazione ecclesiastica nello Stato medievale amalfitano, Atti del Congresso internazionale di Studi amalfitani (Amalfi, 3-5 luglio 1981), Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Amalfi 1986, pp. 147-266.
GARGANO G., La topografia di Atrani medievale, in âRassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitanaâ, N.S. a. V (XV dell’intera serie), 10 (1995), pp. 109-148.
BOULVERT, Domestique et fonctionnaire sous le Haut-Empire romain, Paris, Les Belles Lettres, 1974, p. 270 seg.
Bibl. Pansa, Istoria, II, p. 186; da cui Muratori, Novus Thesaurus, III, p. 1528, 12; Camera, Istoria, p. 298, Mommsen, Inscript, regni Neapol., 138; Camera, Memorie, II, p.242; Mommsen, C.I.L., X.
Le Urne Romane della Costa DâAmalfi â Vittorio Bracco.


