Abbazia Santa Maria Maddalena in Armillis

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COMUNE: S. Egidio del Monte Albino

DENOMINAZIONE: Abbazia di S.Maria Maddalena in Armillis

DOVE STA: 40°43’58.66N/14°36’14.45”E

DESCRIZIONE: Esistente secondo la datazione ottenuta con i documenti conservati a S. Egidio del Monte Albino già nel 1113, fu ricostruita nel 1506 con le caratteristiche architettoniche che sono state quelle su cui sono stati impostati tutti i successivi rifacimenti. La chiesa ingloba nella parte sottostante i resti di una villa romana. A tre navate, della stessa lunghezza, l’aula liturgica nella fase successiva alla conclusione dei lavori cinquecenteschi aveva 15 altari, poi ridotti a 9 in quanto furono costruite porte che immettevano direttamente nelle navate laterali e altri quattro si trovavano nella zona vicina all’altare maggiore, area interessata dalla costruzione della sacrestia e di altri locali. Ogni altare è decorato da tele e tavole che riportano l’immagine dei santi a cui è dedicato l’altare. Cominciando dall’ingresso sulla sinistra si incontra l’altare di S. Domenico e S. Biagio (la tela risalente alla metà del 1600 ritrae i santi a cui è dedicata la cappella ai piedi della Croce); a seguire l’altare della Madonna delle Grazie (già presente un’immagine della Madonna sul muro di fondo fu sostituita nel 1707 da una tela dove è rappresentata la Vergine con il Bambino, S. Anna e S. Ignazio di Loyola, opera di un allievo di Luca Giordano); l’altare di S. Maria del Carmine (un precedente altare era qui dedicato a S: Lucia e S. Sebastiano); l’altare di S. Giuseppe (il quadro con la Sacra Famiglia è attribuito dai dati presenti negli inventari ad Aniello de Tomaso); l’altare della Madonna del Rosario (già altare di S. Maria Maddalena, di cui c’era una tavola dipinta; oggi c’è la tela che ritrae la Madonna del Rosario, il cui volto dovrebbe essere stato ritoccato da Luca Giordano); l’altare dei SS. Antonio e Giacomo.Nella navata destra invece, c’è l’altare delle Anime del Purgatorio (la tela è di F. Solimena); l’altare della Madonna della Consolazione (prima del 1643 era l’altare del SS. Crocifisso); l’altare dei SS. Cosma e Damiano (la tela che itrae i due santi con la Vergine è opera di Aniello de Tomaso della scuola del Solimena); l’altare di S. Caterina; l’altare di San Nicola (l’altare era di patronato della Confraternita di S. Nicola e del Corpo di Cristo ed era decorato da una tavola lignea quattrocentesca con il santo, la Vergine, S. Egidio e S. Leonardo).
L’altare maggiore fu decorato di marmi alla fine del 1700; la facciata, invece, subì due rifacimenti: il primo comportò la costruzione di alcune strutture soprattutto intorno al portale principale per fermare dei fenomeni di slittamento della facciata stessa verso l’esterno, il secondo intervento, affidato all’ingegnere Giovan Battista Catalano, nel 1783, comportò la costruzione del portale di piperno e una regolarizzazione degli elementi decorativi di questa parte. Anche il campanile che minacciava di rovinare nel XIX secolo richiese un intervento urgente che consistette nell’eliminazione degli ultimi due settori al di sopra della cella campanaria.
La zona dell’abside centrale è decorata con un polittico composto da nove tavole su tre registri, ricondotto dagli studiosi all’ambito calabrese in cui operò Marco Cardisco nel XVI secolo.
Nella zona della cripta delle pitture duecentesche (S. Egidio e il miracolo della Cerva) sarebbero da ricondurre alla prima fase della vita dell’Abbazia.

BIBLIOGRAFIA: SALVATORE SILVESTRI, Sant’Egidio Un luogo chiamato Preturo, S. Egidio del M. A., 1992

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