Convento di Santa Rosa

Convento Santa Rosa Conca dei Marini

COMUNE: Conca dei Marini
DENOMINAZIONE: Convento di S. Rosa
DOVE STA: Strada statale 163.

DESCRIZIONE: Il monastero di S. Rosa sorse nel 1681 ad opera di una suora, Rosa Pandolci, membro di una importante famiglia scalese, che nel 1500 si trasferì a Conca, divenendo protagonista della vita del paese. In origine esisteva, nello stesso luogo, la chiesa di S. Maria del Grado, caduta in rovina e ceduta nel 1679 alla suora che cominciò a costruire il monastero, dotandolo di acqua corrente mediante un canale, esteso poi anche al paese.
Il monastero è dedicato a S. Rosa da Lima e sorge sullo sperone di roccia più avanzato verso il mare secondo uno schema ad L, con giardino centrale. La descrizione delle strutture parte dal cancello d’ingresso che immette in un piccolo spazio d’accesso a locali la cui destinazione originaria era quella di parlatoio e alla chiesa che, preceduta da un piccolo atrio, risulta dalla giustapposizione di un’aula rettangolare coperta da una volta a botte, con lunette laterali, e di un vano quadrato, corrispondente all’area presbiteriale e coperta da una cupola a calotta, e presenta tre cappelle per lato e due cori, di cui uno sull’ingresso e l’altro sulla controfacciata della parete di fondo.
Gli ingressi sono due, di cui uno immette al vicino campanile, a tre piani sottolineati da una cornice ad ovoli e dentelli in tufo grigio, terminante con una calotta cilindrica. All’interno della chiesa, sull’altare maggiore, in legno dorato, che è andato perduto, l’immagine della Vergine risulta incorniciata da stucchi; le “frasche” argentate del ‘700 e gli stucchi che sottolineano geometricamente il passaggio tra le cappelle, il pavimento in “riggiole” maiolicate con motivi floreali intramezzati da stelle bianche e nere su fondo giallo del 1750 rappresentano il completamento della struttura.
Il nucleo originario del convento è nell’ala a N e sicuramente devono qui riconoscersi anche le superstiti strutture abitative annesse a S. Maria del Grado.
Le celle, separate su due lati da corridoi che raggiungono la lunghezza totale di 100 m, coperti da volte a botte, sono piccole stanze a cui arriva luce da finestre che affacciano sul mare. La copertura è affidata a volte a botte doppie, in modo da assicurare la ventilazione nell’intercapedine mediante la presenza di due fori.
Al piano sottostante lo stesso corridoio serve ad isolare il refettorio, la cucina e la dispensa del 1728 dalla roccia affiorante; infine il piano più in basso, destinato a cimitero, è servito da una ripida scala. Non tutta la struttura presenta questa divisione in quanto il blocco trasversale deve adattarsi alla roccia.
Interessante la zona della lavanderia con la vasca in muratura e ampi vani-finestra arcuati e l’esterno molto lineare, nonostante la grande articolazione del corpo di fabbrica e la statica precaria in alcuni punti.
Il refettorio presenta volte a padiglione con costoloni terminanti a nappa.
Il monastero fu soppresso nel 1866 e fu comprato da privati, i Marcucci, nel 1924 e divenne poi albergo, raccogliendo una miniera di tesori d’antiquariato, ceramiche di Cerreto, Faenza, Albissola e Montelupo, porcellane di Sèvres, tappeti orientali, una gualdrappa Bokkara-Iomud, migliaia di libri.

VEDERE, VISITARE, TROVARE:  Il convento non è visitabile perché è di proprietà privata, mentre la chiesa è accessibile rivolgendosi al Municipio di Conca. La chiesa è utilizzata in estate per concerti.
DATI SULLA FRUIZIONE: Nessuno.
OPPORTUNITA’: L’indentificazione del complesso è presente su un pannello all’esterno, ma occorre rendere maggiormente fruibile il sito e arricchirne la presentazione. Maggiori informazioni sul complesso dovrebbero essere fornite anche al pubblico che assiste ai concerti estivi.

BIBLIOGRAFIA: RUSSO M., L’ex conservatorio di S. Rosa di Conca dei Marini, in RCCSA n°25, a.XIII, giugno 2003, pagg.71-142.

 

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