Leggende di Ravello

Il monaciello

A Ravello, come in tutti i piccoli paesi, si tramandano delle leggende. Una delle più note è quella riguardante un monaco.
Si narra che a Ravello risiedesse un monaco che in seguito ai suoi comportamenti ostili verso il popolo fu scacciato dal paese. Di lui non si seppe più niente, solo che era morto in povertà in terre vicine. Dopo poco tempo questi cominciò ad apparire alle persone sotto forma di spirito. Capitava che a coloro che in vita gli avevano fatto del bene, o che comunque si comportavano bene, apparisse ogni giorno alla stessa ora e allo stesso posto, portando monete o cibi e dicendo però di non fare parola con nessuno dell’incontro, altrimenti si sarebbe vendicato. Si racconta infatti che apparve ad una bambina donandole ogni giorno delle monete e facendole la solita raccomandazione: questa però rivelò il segreto alla madre, che insistente le chiedeva la provenienza di quei soldi.
La notte stessa il monaco apparve alla bambina e tentò di strozzarla, ma questa si salvò. Da allora non lo vide più.
A coloro che invece gli avevano fatto del male, o che continuavano a comportarsi male, faceva dispetti di ogni genere, per esempio: far trovare la casa a soqquadro, far sparire degli oggetti e così via.

Il licantropo

Alcuni cantori ravellesi narravano che nelle notti di luna piena si mescolavano ai tenebrosi versi dei guelfi e ai monotoni canti delle civette dei tremendi ululati.
Sulla strada che porta all’allegro paese infatti accadevano in strane circostanze degli inconcepibili fatti di strana natura. Coloro che in queste cupi notti si avventuravano per la buia via, a volte si imbattevano in strane visioni. Tutti quelli che avevano avuto questa esperienza sostenevano di essere stati rincorsi da terribili lupi mannari. Ma non appena svoltavano a destra o a sinistra, questi malefici esseri continuavano imperterriti la loro corsa, come se avessero i paraocchi.
Da allora i popolani impararono che nel caso fossero stati inseguiti dai lupi non avrebbero dovuto far altro che “svincolare” sui lati della strada.

VEDERE, VISITARE, TROVARE: è possibile venire a conoscenza di queste leggende solo chiedendo agli abitanti del posto.

OPPORTUNITA’: ad opera degli enti turistici locali potrebbe pubblicarsi un opuscolo nel quale raccogliere tutti i miti e le leggende della Costiera amalfitana. Simile patrimonio, prettamente immateriale, per essere compreso dai visitatori necessita di un’interpretazione e di una presentazione particolarmente attente ed accurate.

BIBLIOGRAFIA: assente. Sono state impiegate fonti orali.

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