Nuove Mete Turistiche

 

I centri di Conca dei Marini, Furore, Praiano, Scala e Tramonti, non sono stati mete turistiche sin dagli esordi del Grand Tour come Amalfi e Ravello. Questi infatti si sono timidamente affacciati solo negli anni Settanta. Proprio in questo periodo le esigenze dei turisti sono parzialmente cambiate: si volevano sì visitare i centri più rinomati della Costa, ma allo stesso tempo si era alla ricerca di pace e tranquillità. Si desiderava stare a contatto con la natura, con l’aria salubre, la vegetazione rigogliosa e allo stesso tempo visitare monumenti un po’ meno famosi della Cattedrale di Amalfi, ma senz’altro ugualmente degni di essere ammirati. Ed è proprio tutto questo che porta all’affermazione di questi centri minori, che non sono certamente meno belli, ma sono ancora ai margini dei circuiti turistici, anche se sicuramente meno rispetto agli anni Settanta.

VEDERE, VISITARE, TROVARE:  oggi, anche se lentamente, questi centri si stanno sviluppando sull’onda della domanda di soggiorni riposanti in luoghi tranquilli, lontano dai grandi traffici che soprattutto nel periodo estivo caratterizzano i maggiori centri della Costiera. Molto rimane da fare, soprattutto in termini di accessibilità, integrazione e valorizzazione culturale delle risorse del territorio (più che in termini di incremento della ricettività). Nel complesso, i centri “minori” della Costa d’Amalfi possiedono uno straordinario patrimonio di beni tuttora non valorizzati e spesso nemmeno riconosciuti.

OPPORTUNITA’: in un’ideale percorso di rilettura della storia turistica della Costiera, questi centri rappresenterebbero una fase in bilico tra presente e futuro: l’alternativa, la prospettiva “altra” rappresenta il loro valore simbolico. Il loro ricchissimo patrimonio mostra straordinarie potenzialità di valorizzazione, che devono tuttavia essere gestite con estrema attenzione e rigore se non si vuole incorrere nei tragici errori già fatti altrove. È un patrimonio diffuso sia materiale che immateriale, che richiede grande sensibilità alle specificità locali e interventi di qualità: l’artigianato, l’enogastronomia, il mondo agricolo, le celebrazioni e le manifestazioni sono solo alcuni esempi di beni passibili di divenire risorse culturali in grado di potenziare e diversificare i fattori di attrazione.

BIBLIOGRAFIA:
Dieter Richter, Viaggiatori stranieri nel sud. L’immagine della costa di Amalfi nella cultura europea tra mito e realtà, Tipolitografia Umberto De Rosa – Maiori, 1985.
Dieter Richter (cura), Tra Amalfi e Ravello: viaggio, turismo e cultura locale, Electa Napoli, 1997.
Dieter Richter e Salvatore Del Pizzo (cura), Alla ricerca del Sud. Tre secoli di viaggi ad Amalfi nell’immaginario europeo, La Nuova Italia, 1989

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