Maiori nel turismo

COMUNE: Maiori.

DESCRIZIONE: nel XX secolo, oltre ai più famosi centri di Amalfi, Ravello e Positano, sono entrati nei circuiti turistici nuove località, come Maiori. Qui si veniva e si viene essenzialmente per la balneazione e per la lunga spiaggia sabbiosa, che rappresenta un’eccezione nell’ambito di una Costiera frastagliata e punteggiata di minuscole spiaggette. Nata come meta turistica negli anni Sessanta, sull’onda del boom del turismo balneare di massa, oggi Maiori (complice la ricostruzione seguita all’alluvione del 1954) somiglia più ad una piccola città che agli altri centri della Costiera: tutta la fascia fronte mare, un tempo adibita ad orti, è stata occupata da moderni palazzi e da un ampio lungomare. È tuttora molto apprezzata per la balneazione.

VEDERE, VISITARE, TROVARE: sin dalla sua scoperta turistica, Maiori ha attratto i visitatori per motivazioni essenzialmente legate alla balneazione e alla villeggiatura estiva. Da questo punto di vista, la località è emblematica di una precisa fase dell’evoluzione del costume e dei comportamenti sociali, turistici in particolare. Maiori è l’emblema di un momento della storia turistica della Costiera: forse meno suggestivo e certamente più recente di altri, ma non meno significativo. In quest’ottica il valore simbolico della località non è affatto valorizzato: rimane perciò un bene non fruibile, mentre potrebbe rappresentare una risorsa.

OPPORTUNITA’: Maiori rappresenterebbe una delle tappe fondamentali di un ideale percorso di interpretazione e rilettura della storia turistica della Costiera. Le logiche e l’economia turistica l’hanno anzi segnata a tal punto che la località potrebbe ben ospitare un’esposizione permanente dedicata alla storia del viaggio in Costa d’Amalfi. Poiché inoltre la fase rappresentata da Maiori è sotto molti aspetti tuttora attuale, dal punto di vista culturale questa sarebbe l’opportunità per un’analisi critica del già fatto recente, che potrebbe suscitare una rinnovata consapevolezza e sensibilità e nuove prospettive per il futuro.
D’altro canto, la spiccata vocazione balneare di Maiori merita senz’altro di essere valorizzata come tratto specifico della località, fatta salva la necessità di integrarla in un sistema di offerta e proposta turistica articolato su più temi, indirizzato a soddisfare differenti motivazioni e allargato all’intera Costiera intesa globalmente come destinazione turistica.

BIBLIOGRAFIA:
Dieter Richter, Viaggiatori stranieri nel sud . L’immagine della costa di Amalfi nella cultura europea tra mito e realtà, Tipolitografia Umberto De Rosa – Maiori, 1985.
Dieter Richter (cura), Tra Amalfi e Ravello: viaggio, turismo e cultura locale, Electa Napoli, 1997.
Dieter Richter e Salvatore Del Pizzo (cura), Alla ricerca del Sud. Tre secoli di viaggi ad Amalfi nell’immaginario europeo, La Nuova Italia, 1989.

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