Monumento a Umberto I

COMUNE: Ravello
DENOMINAZIONE: Monumento a Umberto I
DOVE STA: Piazza Fontana

DESCRIZIONE:

Il 29 luglio 1900, a Monza, moriva assassinato il Re d’Italia Umberto I.
Come avvenne in molte municipalità italiane, anche nel Comune di Ravello fu avanzata la proposta di dedicare un monumento alla memoria del defunto sovrano.
Nel corso del Consiglio Comunale del 16 dicembre 1900, presieduto dal Sindaco Giuseppe Mansi, con la presenza dei Consiglieri Bonaventura Fraulo, Raffaele Conte, il chirurgo Biagio De Cesare, Luigi Sorrentino, Andrea Amalfitano, Luigi Mansi, Bonaventura Pisacane, Francesco Gambardella, il dottor Angelo Ruocco,Tommaso Amato, Francesco Schiavo, Carlo Filippo De Iuliis e Nicola Mansi, fu presentata la domanda di alcuni giovani “pieni di buona volontà”, che avevano costituito una commissione allo scopo di far erigere un monumento in pietra vulcanica in memoria del re.
La Commissione, composta da Ignazio Fraulo di Bonaventura, Nicola Mansi di Francesco, Luigi Cicalese di Lieto e Vincenzo Mari, dopo aver ottenuta l’approvazione consiliare, fu incaricata di raccogliere una somma sufficiente per l’erezione del monumento, da collocarsi nel Largo Vescovado, e di vigilare sull’esecuzione dell’opera.
La promessa di contributo dell’Amministrazione Comunale fu di 25 lire, mentre quello personale dei Consiglieri e del Segretario Comunale Gerardo Mansi ammontava a 54 lire.
Prima della sua realizzazione trascorsero almeno quattro anni. Il 18 febbraio 1904, la Giunta municipale, allora presieduta dal Sindaco Luigi Cicalese di Lieto, con l’assistenza degli Assessori Nicola Mansi e Alessio Mansi, approvava finalmente la spesa di 25 lire per “l’erezione del monumento al Largo Vescovado per il compianto re Umberto I”.
La spesa fu liquidata con mandato del 4 marzo successivo in favore dell’insegnante elementare Vincenzo Mari, probabilmente rappresentante della commissione istituita nel 1900.
La colonna spezzata, simbolo della tragica fine del Capo dello Stato, rimase al Largo Vescovado fino al 1929, quando l’avvio dell’organica trasformazione in “Piazza” e la realizzazione delle condutture per il costruendo acquedotto, con conseguente rifacimento del lastricato, ne decretarono il trasferimento in uno spazio contiguo a Piazza Fontana.
Oltre che per i motivi di necessità pratica testé citati, la delibera del Commissario Prefettizio Giuseppe Leonetti del 29 aprile 1929 evidenziava, nei termini seguenti, che l’opera male si armonizzava con le emergenze architettoniche circostanti: “…in tale ricordo (monumento) non ricorre alcun pregio artistico e che anzi esso per i caratteri del suo stile, per la modernità della sua fattura e quindi per la scarsissima sua espressione è in evidente contrasto con la solennità dell’antico artistico tempio in cospetto del quale esso si erge”. Così, “raccolto l’unanime consenso di cittadini, di artisti e di autorità per la destinazione di tale ricordo in luogo per esso più adatto ma meno eccentrico”, ne stabiliva lo spostamento.
Il luogo individuato fu, come già detto, un terreno contiguo alla Piazza Fontana, prospiciente sul mare, di proprietà del Comune e di Anna Romano, maritata Bonadies.
Ottenuto il nulla osta da parte della Regia Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna della Campania per la rimozione della colonna, il Commissario Prefettizio Leonetti, con nota del 20 giugno 1929, propose alla titolare dell’area individuata l’acquisto di una parte della sua proprietà per il prezzo di 1200 lire, obbligandosi anche a recintare il suolo acquistato con una ringhiera in ferro, a sistemare l’accesso al resto della proprietà, nonché a ricostruire il locale destinato a ricovero di polli. Nel gennaio del 1930 si diede esecuzione all’acquisto del suolo e dopo qualche mese si procedette al trasferimento del monumento nella sede che ancora oggi lo ospita perché – come recitava il testo della delibera del Consiglio Comunale del 16 dicembre 1900 – “Ravello, che ricorda nell’istoria gloriosi precedenti antichi, deve andar superba di lasciare ai posteri sì preziosa memoria”.

VEDERE, VISITARE, TROVARE:  Aperto al pubblico

DATI SULLA FRUIZIONE: Nessuno

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