Duomo (ex Cattedrale) di S. Maria Assunta

La primavera

COMUNE: Ravello
DENOMINAZIONE: Duomo (ex Cattedrale) di S. Maria Assunta
DOVE STA: Piazza Vescovado

DESCRIZIONE: Il Duomo, dedicato alla Madonna Assunta, conserva la preziosa reliquia del santo protettore del paese, S. Pantaleone, reliquia costituita dal sangue versato dal martire e conservato in un’ampolla e soggetto a liquefazione nel giorno anniversario del suo martirio, il 27 luglio.
Dal punto di vista architettonico, questa struttura mostra molte fasi edilizie che un attento restauro, durato decenni, ha tentato di studiare e di ridurre nei risultati architettonici prodotti. Questa descrizione vuole essere solo di carattere informativo, per tutti gli aspetti architettonici e storici nella loro evoluzione si rimanda alla bibliografia.
A croce latina, a tre navate, la chiesa absidata mostra un impianto con caratteri paleocristiani, compreso l’andamento ascendente del piano di calpestio; le navate sono divise da archi a tutto sesto poggianti su colonne con capitelli di spolio.
Il transetto, elevato rispetto alla parte riservata al popolo, presenta nell’abside centrale un altare di marmo policromo, preceduto da quattro scalini, seicentesco, ed una mensa, di tipo postconciliare, costituita da un sarcofago di epoca medievale (1362), con iscrizione dei nomi dei primi otto vescovi ravellesi (Ravello fu sede vescovile dal 1086 al 1818, motivo per cui il Duomo è detto anche ex Cattedrale).
La copertura delle navate è affidata ad una capriata lignea a vista per quella centrale e due mezze capriate cementizie per le laterali; il transetto è coperto, invece, da una volta a botte lunettata, interrotta nella parte centrale da una cupola a scodella. Il catino absidale è decorato da motivi barocchi, come barocche sono le paraste con capitelli in stucco che decorano il transetto.
L’abside destra accoglie l’altare in marmo del 1795, su cui spicca una grossa pala rettangolare che mostra l’Arcangelo Michele mentre colpisce il demonio, opera del 1583 di Giovan Angelo D’Amato di Maiori; sull’abside centrale una nicchia contiene la statua lignea della Madonna Immacolata, settecentesca, mentre l’abside sinistra fu ampliata per far posto nel 1618 alla costruzione della Cappella per accogliere la reliquia del Santo, fino ad allora custodita sull’altare maggiore.
Un grande altare di marmo contiene, al di sopra del Tabernacolo, un piccolo vano dove è posta, tra due grate, l’ampolla con il sangue; al di sopra una tela, opera del genovese Geronimo Imperiale del 1638, ritrae S. Pantaleone legato ad un tronco di olivo ed il sacerdote Ermolao (colui che convertì il santo, prima pagano, al cristianesimo); due tele più piccole, ai lati, ritraggono S. Barbara e S. Tommaso Apostolo.
Il sottarco d’ingresso alla Cappella è diviso in riquadri dove sono affrescate scene della vita del santo.
Altri tre elementi importanti, dal punto di vista artistico, sono conservati nel Duomo: le porte bronzee, il pulpito e l’ambone.
La porta bronzea è costituita da cinquantaquattro formelle disposte sui due battenti ed incorniciati da motivi geometrici; delle formelle quarantadue presentano figure (dalla Maiestas Domini alla Deposizione dalla Croce, all’albero della vita, alla Madonna col Bambino, ecc.) L’intera struttura, risalente al 1179, dono del nobile Sergio Muscettola (come ricorda l’iscrizione che occupa una delle formelle), fu creata a fusione dall’artista tranese Barisano di Trani.
L’ambone dell’epistola, dal lato sinistro della navata centrale, fu offerto dal vescovo ravellese Costantino Rogadeo non più tardi del 1150 (fu infatti vescovo dal 1095 al 1150). La decorazione, a mosaico, è definita su due registri: in quello inferiore il motivo dell’eternità divina è reso mediante due dischi di porfido circondati dalla spirale continua ottenuta con tessere marmoree quadrate; nella parte superiore la scena musiva riproduce l’episodio biblico di Giona, mangiato e poi vomitato da un mostro marino, simbolo della Resurrezione di Cristo.
Il pulpito, invece, nella navata opposta, è una costruzione più articolata, poggiante nella parte della balaustra su colonne, con capitelli di scuola francese, sostenute da sei leoni marmorei, ripresi nell’atto di camminare; dono del nobile Nicola Rufolo, costruito nel 1272 da Nicola Bartolomeo da Foggia, mostra una decorazione musiva spettacolare non solo nella balaustra, dove appaiono la Vergine col Bambino (il pulpito è dedicato alla Madonna) e gli stemmi della casata, circondati dai gigli angioini, ma di ogni elemento architettonico, che appare impreziosito da motivi geometrici e figurativi (le arabe fenici alla fonte).
La cripta, fuori terra, con copertura di volte a crociera, è adibita a museo.
Completa il duomo un campanile quadrato a tre registri con ampie bifore sui quattro lati definite dal motivo decorativo a laterizi; la coronatura è ad archetti di tufo ciechi su colonnine binate.

VEDERE, VISITARE, TROVAREIl Duomo è aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 19.00 (in estate anche fino alle 21.00); durante la chiusura di primo pomeriggio esso è accessibile dal Museo, quindi è sempre visitabile.
DATI SULLA FRUIZIONE: Nessuno

OPPORTUNITA’: Occorre presentare anche in lingue diverse dall’italiano le opere conservate nel Duomo, in quanto le interessanti spiegazioni posizionate vicino ad esse sono solo in italiano. Esiste un servizio di guida turistica mediante postazioni audiovisive.

BIBLIOGRAFIA: (a c.) MARTINES R., Il Duomo di Ravello, Viterbo 2001.
FULCHIGNONI G., Ravello. Le cento chiese, Amalfi 2001
IMPERATO G., Ravello nella storia civile e religiosa, Cava d. T. 1990.
(a c.) GUGLIELMI FALDI C., Il Duomo di Ravello
MANSI L., Ravello sacra – monumentale, Ravello 1887.

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