Casa presso la Grotta Dragone

PICT0444

Nell’area immediatamente a monte della grotta, denominata del Torrente Dragone, area caratterizzata da altre cavità più o meno profonde, riconducibili al fenomeno di carsismo determinato dalla presenza di acque ruscellanti, si può notare, completamente inserita in una di queste cavità una piccola costruzione che al momento si configura come una casa agricola monovano. La struttura riparata sul lato esterno da un muro lungo su cui si apriva un vano di ingresso, muro di cui resta ora un alzato di circa 0,50 m, è preceduta da questo piccolo corridoio di circa 0,70 m di larghezza, corridoio determinato dal muro precedentemente descritto. La struttura maggiore è un unico vano con ingresso sul lato S e piccolo vano finestra in alto sulla stessa parete dell’ingresso. La copertura è a volta estradossata, la cui altezza è degradante verso l’interno a causa dell’adattamento alla cavità naturale. Ad E del vano si apre sul corridoio esterno un piccolo recinto non allineato al muro del vano, ma leggermente rientrante; un recinto più ampio, con ingresso dal corridoio e piccola mangiatoia ad E, sia apre ad O del vano principale. Anche questo recinto deve avere avuto una copertura a volta, crollata per l’abbandono di cui, però, restano tracce ancora in situ. Nella zona ancora più ad O vi è un altro piccolo ambiente, creato dalla parete O del recinto e dalla roccia della grotta, in questa zona non si riscontra nessuna alterazione antropica, ma una forte presenza di percolazione di acqua. L’analisi dei setti murari ha evidenziato sicuramente due fasi di vita del vano principale, che deve essere stato costruito anch’esso con la funzione originaria di recinto; infatti sulle pareti è chiaramente visibile una prima fase di costruzione che si estende in alzato per circa 1,30 m e una seconda fase che dovette portare la costruzione all’altezza attuale e comprendere anche la copertura a volta, costruita con grandi quantità di lapillo (la provenienza è sicuramente accertabile dalla vicina grotta) e argilla. In questa seconda fase si dovette procedere anche alla copertura del secondo recinto, per ripararlo dall’acqua che proveniva dal soffitto della grotta. Si nota la presenza di grosse travi crollate che dovevano in origine essere state poste in opera sia nel vano ma soprattutto nel recinto ad O. La trasformazione deve essersi resa necessaria nel momento in cui oltre ad un piccolo allevamento di pecore o maiali (non più di 5 o 6 capi, considerata la grandezza dei recinti) si cominciò a coltivare più intensamente i terrazzamenti.

{gallery}casapressogrottadragone{/gallery}

Scala_casa_in_grotta_presso_Dragone.pdf

Condividi contenuto

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email