Chiesa ed Oratorio dell’Annunziata

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COMUNE: Ravello
DENOMINAZIONE: Chiesa ed Oratorio dell’Annunziata
DOVE STA: Via Dell’Annunziata

DESCRIZIONE: La chiesa e l’oratorio di questo complesso presentano l’accesso da un portico coperto da volte a crociera a sesto acuto, estradossate.
La chiesa ha orientamento N-S ed ha un unico ingresso sul cui architrave troneggia lo stemma marmoreo della famiglia Fusco. La struttura è a tre navate divise da archi poggianti su due colonne di granito grigio (due) e di marmo (rosa e verde), con transetto sopraelevato di un gradino e tre absidi, di cui la centrale più ampia, ma tutte con apertura a monofora; la copertura delle navate laterali è a volta a crociera, mentre sul transetto si eleva la cupola su tamburo con diametro di quattro metri. La facciata esterna a S mostra una decorazione in tufo nero che definiscono fasce marcapiano e archetti decorativi nelle monofore e nella cupola.
L’oratorio, invece, perpendicolare alla chiesa, con ingresso unico, sormontato da un’ampia finestra trilobata, è una vasta sala, a navata unica, con due piccole absidi sul lato S (il lato lungo) ed un’abside ampia sul fondo ad O, dove trova posto un altare in muratura sormontato da una pala rinascimentale, divisa in tre livelli: in quello più basso i busti in stucco degli Apostoli e di Cristo, ora non più esistenti, riproducevano l’Ultima Cena, in quello mediano il presepe, in quello più alto una pittura di paesaggio fa da ampia scenografia alla scena dell’Annunciazione; la lunetta superiore conteneva il busto della Vergine con gli Angeli in stucco (tutti scomparsi). Lungo il perimetro alto delle pareti, a sottolineare l’imposta di un soffitto cassettonato settecentesco, ora eliminato, fu realizzato un fregio a grottesche con in principio lo stemma del comune.
L’oratorio è sicuramente antecedente al 1437, perché era a questa data sede della confraternita dei Battenti e subì un restauro nel 1721.
La chiesa risale, invece, al 1277, perché ricordata nel testamento di Nicola Rufolo e fu concessa in patronato alla famiglia Fusco già nel 1393, poi confermata alla stessa famiglia quando questa fu fedele a Ladislao di Durazzo nel 1403.

VEDERE, VISITARE, TROVARE: La chiesa è aperta solo in occasione di convegni e concerti.
DATI SULLA FRUIZIONE: Nessuno
OPPORTUNITA’: Il problema ricorrente della carenza di informazioni storico – artistiche sul posto rende difficile la fruizione e l’apprezzamento di un bene molto importante. Occorrerebbero almeno dei pannelli informativi.

BIBLIOGRAFIA: FULCHIGNONI G., Ravello. Le cento chiese, Amalfi 2001
IMPERATO G., Ravello nella storia civile e religiosa, Cava d. T. 1990.
MANSI L., Ravello sacra-monumentale, Ravello 1887

 


Oratorio SS. Annunziata

Il “Simbolo di Ravello”

Caratterizzato dal campaniletto, dall’alta cupola della basilica e dalle volte che mostrano esternamente la struttura a crociera, tipiche dell’architettura della Costiera Amalfitana, il complesso della SS. Annunziata è entrato nell’immaginario collettivo come la più caratteristica visione ravellese, arricchita dalla presenza di un pino marittimo, dal panorama del mare e, sullo sfondo, della silhouette del Monte Falerio, che sovrasta Maiori.
E’ costituito dalla piccola basilica e dall’oratorio.
La basilica, a tre navate, con i suoi archi semplici e la presenza di volte a crociera nelle lavate laterali e il tetto di legno in quella centrale, unisce elementi di architettura paleocristiana a quelli di architettura romanica (così come si può vedere , sempre a Ravello, anche in San Giovanni del Toro, Santa Maria a Gradillo, San Matteo del Pendolo, detto Madonna delle Grazie, e nella parte inferiore del Duomo di S. Maria Assunta).
Se si chiedesse ad un turista (o anche ad un abitante del luogo) quale immagine rappresenti maggiormente Ravello, avremmo con certezza matematica la stessa risposta: le cupole dell’Annunziata. Da moltissimi anni, infatti, la struttura è protagonista di spot, foto, dipinti e manifesti riguardanti Ravello
Tale importanza è dovuta alla bellezza del luogo in cui la Chiesa si trova. Essa è posta, infatti, sul crinale della montagna che affaccia su Minori, Maiori e sul Golfo di Salerno. La struttura, oltre ad essere in una posizione “paesaggisticamente strategica”, può vantare anche una storia altrettanto interessante. L’edificio, infatti, è legato alle più importanti famiglie ravellesi del Medioevo: i Rufolo, i Fusco e gli Acconciaioco.
La prima testimonianza della Chiesa si desume dal testamento del ricchissimo Nicola Rufolo, datato al 1277. Nel documento si legge che l’edificio passava alla pertinenza di un’altra eminente famiglia del luogo, quella dei Fusco, che ha finanziato in maniera consistente la costruzione dello stesso.
Nel 1281 si ha la apertura ufficiale al culto della Chiesa, la quale, per la sua “elegante semplicità” e per la sua importanza, è stata arricchita nel corso del tempo da suppellettili e arredi di pregio, frutto delle donazioni delle eminenti famiglie di Ravello. Di tutto questo corredo, purtroppo, non ci resta traccia, a causa dello smembramento del patrimonio che si è avuto nel corso dei secoli tra gli eredi dei Fusco.
Oltre ad oggetti pregiati, la Chiesa è stata dotata, già nel XIV secolo, per iniziativa in particolare degli Acconciaioco, di una strada che collegava il complesso sia al centro dell’abitato che alle altre chiese limitrofe.
Dal punto di vista strutturale, l’edificio rientra appieno nello stile romanico locale, per la sobrietà della struttura, per le colonne di vari marmi di riuso, per la presenza di un piccolo portico, antistante l’aula principale, e per i costanti motivi ornamentali esterni, riscontrabili in altri edifici sacri del posto
Tra il ‘500 e il ‘700 l’Annunziata, grazie alla presenza di oratorio, diventa, inoltre, sede della confraternita dei “Battenti”, che ha provveduto alla sua conservazione e al suo mantenimento, fino al grande restauro del 1721.
La Chiesa oggi non è più attiva al culto e, in quanto sconsacrata, viene periodicamente utilizzata come sala convegni o come sede di altre attività culturali.

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