Chiesa San Giovanni del Toro

S.giovanni del toro Ravello

COMUNE: Ravello
DENOMINAZIONE: Chiesa di S. Giovanni del Toro
DOVE STA: Piazza S. Giovanni del Toro

DESCRIZIONE: La chiesa di S. Giovanni è nella storia religiosa ravellese la chiesa dove si riuniva la nobiltà di Ravello medievale, che aveva in questa zona i palazzi più antichi. La sua fondazione dovrebbe risalire agli anni tra il 975 e il 1018 per volere delle famiglie Rogadeo, Pironti e Muscettola. La consacrazione avvenne nel 1276 per mano del vescovo Pietro di Durazzo.
La struttura è a tre navate, absidale, a cui si accede da tre portali, di cui quello centrale più ampio, tutti sormontati da architravi di spolio e lunette decorate da affreschi (sopravvive solo quello centrale in cattivo stato); le navate sono divise da colonne con capitelli, diversi tra loro, con decorazione corinzia arricchita da elementi vegetali, e terminavano all’altezza del transetto, in posizione molto elevata (cinque scalini) rispetto alla restante parte della chiesa che mostra comunque un dislivello di quota tra l’ingresso e la zona immediatamente precedente il presbiterio.
La copertura della navata centrale è a capriata lignea a vista, mentre quella delle navate minori, come pure della zona corrispondente ad esse nel transetto è a volte a crociera a sesto acuto; la parte centrale del transetto è coperta da una cupola su alto tamburo, che crollò parzialmente nel 1715.
Lungo la navata sinistra si appare la cappella dei Frezza, dedicata a S. Nicola, con resti di affreschi, subito dopo la sacrestia, coperta da due volte a crociera, ambiente dove è possibile ammirare alcuni affreschi, conservati parzialmente, ma interessanti dal punto di vista artistico. Accanto alla porta d’ingresso a questo locale, infatti, un Cristo risorto tra le due Marie, risalente alla fine del 1500, mostra, con i suoi colori ancora vivi, la mano di Roberto d’Odorisio; un altro affresco, originariamente molto più ampio di ciò che sopravvive, l’ Incoronazione della Vergine, rivela influenze grottesche nel clima culturale del XIV secolo per questa piccola cappella dei Coppola; una decorazione in stucco contenente la riproduzione a rilievo di S. Caterina d’Alessandria (identificazione precisata dalla ruota) abbelliva l’altra cappella dei Coppola.
Interessante risulta la cripta, che presenta nella zona absidale un ciclo pittorico illuminante del clima artistico in costa d’Amalfi nel XIV secolo. Cristo benedicente, ritratto nella mandorla, risulta il centro a cui convergono le figure dei santi e degli angeli, immersi in motivi geometrici e floreali, di cui è composta la decorazione.
Oltre alla cripta risulta interessante l’ambone per la proclamazione del Vangelo, opera del XII secolo di Alfano da Termoli, che mostra una decorazione musiva ricchissima di spunti artistici ed iconografici del periodo. Il motivo che mostra il profeta Giona ed il mostro marino (soggetto simile all’ambone dell’epistola del duomo) introduce ad una serie di disegni musivi riproducenti motivi geometrici, fitomorfi ed animali (i colori delle due arabe fenici affrontate all’arco a tutto sesto sono un capolavoro di tecnica musiva), il tutto arricchito dalla presenza di ventuno bacini di maiolica di origine araba. Al di sotto del pulpito la riproduzione della stessa scena del Cristo, presente in sacrestia, non rivela la stessa delicatezza artistica.
Nella navata destra un antico sarcofago del III secolo d.C. mostra tutta l’eleganza del ductus di questo ignoto artista nella resa delle forme.
La facciata della chiesa è molto semplice, a capanna, con campanile sulla sinistra, a pianta quadrata e a due piani con una bifora su ogni lato, decorata negli elementi strutturali da motivi geometrici bicromi di tufo.

VEDERE, VISITARE, TROVARE La chiesa viene aperta su richiesta (rivolgendosi al Duomo) in inverno e sporadicamente in estate (soprattutto in mattinata).
DATI SULLA FRUIZIONE: Nessuno
OPPORTUNITA’: Data l’importanza storico – artistica della chiesa essa dovrebbe essere sempre visitabile e adeguatamente presentata.

BIBLIOGRAFIA: FULCHIGNONI G., Ravello. Le cento chiese, Amalfi 2001
IMPERATO G., Ravello nella storia civile e religiosa, Cava d. T. 1990.
MANSI L., Ravello sacra – monumentale, Ravello 1887

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