Case in grotta a Gete

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Il complesso di strutture è costituito da gruppi  di ambienti, costruiti  a quote diverse sotto il riparo della montagna, sfruttando, quindi, per la parete di fondo la roccia, e che si configurano come antiche abitazioni, dove annessa alla parte residenziale vi era la zona adibita al ricovero degli animali. Questa specializzazione di aree avviene però in pochi metri quadri, tanto che in alcuni casi convive all’interno della stessa stanza.
A cominciare da N, ad un primo vano che per l’altezza molto limitata, senza alcuna copertura, doveva avere la funzione di ricovero per il bestiame, sfruttando la sporgenza del pianoro roccioso superiore, succede una vasca di raccolta d’acqua e la vera e propria abitazione con vano porta centrale e due vani finestra ai lati. La copertura, affidata ad un tetto ad una falda, è crollata e appare sostituita ora dalla vegetazione infestante (dalla vegetazione appaiono fuoriuscire le correnti del tetto). All’interno è ancora visibile il piano della cucina.
Ad una quota più in alto, si trovano invece altre ambienti successivi l’uno all’altro e costruiti sempre a riparo della roccia.
In questo caso la resa degli interni è migliore: le pareti appaiono coperte da intonaco e nonostante la forte umidità, data dalla roccia, sono in migliore stato. Inoltre, qui, c’è una strutturazione interna più complessa con vani collegati anche a quote diverse e la copertura è affidata a volte a botte.
Sicuramente le case erano collegate all’attività agricola e pastorale della zona.

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