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DESCRIZIONE: Amalfi si è inserita nei circuiti del viaggio soltanto con il Settecento. Tutto ciò perché in questo periodo si diffondeva, oltre all’interesse per l’antichità, anche quello per la grecità. Poiché il mondo ellenistico, ovvero la Grecia, era troppo lontano si cercava di ritrovare in Italia gli elementi della cultura greca. Fu proprio per questo motivo che con la scoperta dei templi di Paestum anche Amalfi iniziò ad entrare nei circuiti dei viaggi. Giungendo in Costiera ci si aspettava di trovarsi dinanzi ad un mondo classico, perfetto, ideale. Amalfi però non rientrava in questi canoni, ed era la sua non classicità che colpiva. Essa infatti era incastonata tra i monti e il mare, la natura era selvatica, né il paesaggio né i monumenti rispondevano ai canoni classici. La Valle delle Ferriere non era affatto apprezzata perché era tutt’altro che un luogo perfetto e ideale. Fu solo con il progredire dell’angolazione storica che si iniziò ad apprezzare Amalfi. Infatti nell’Ottocento si affermò l’interesse per il moresco e Ferdinand Gregorovius descrisse un’immagine della Costiera nella quale confluivano i Greci e i Longobardi, i Saraceni e i Normanni. In questo periodo era soprattutto il paesaggio della costa che colpiva il visitatore: gli scogli a picco, le torri, le montagne, le cascate, le valli, i rumori, le luci delle lampare dei pescatori che illuminavano il mare, le terrazze degli alberghi, gli uomini seduti ai caffè. Ora era tutto questo che ci si aspettava di vedere giungendo in Costiera, proprio perché gli artisti con i loro dipinti avevano diffuso questa immagine. Viene dunque rivalutata la Valle delle Ferriere che non viene più vista con occhi negativi perché anti-classica, ma viene apprezzata in quanto costituita da una serie di scorci naturali grazie alla presenza di giochi di luce ed ombre, acque limpide, cartiere in funzione, sistemi di canali che portavano le acque giù in paese ed fornendo energia alle manifatture. Purtroppo oggi la Valle delle Ferriere non corrisponde più a questa descrizione ed è possibile rivivere un po’ del fascino passato solo nella parte interna, dove è stata costituita una riserva naturale.

VEDERE, VISITARE, TROVARE: l’immagine elaborata dai viaggiatori del passato, intesa come fusione di forme e connotati, è tuttora ben radicata nell’immaginario collettivo, anche se i suoi contenuti raramente vengono esplicitati. Piuttosto, continuano ad agire in modo implicito, banalizzato e fuorviante negli stereotipi contemporanei. I valori simbolici attribuiti ai luoghi e che tuttora li permeano contribuendo a costituirne l’identità non vengono tuttavia né interpretati né presentati: in realtà, non vengono nemmeno riconosciuti come parte del patrimonio culturale della Costiera.

OPPORTUNITA’: la Costiera rivista e interpretata alla luce delle opere letterarie e dei dipinti realizzati dai viaggiatori è già stata oggetto di numerose mostre e pubblicazioni, anche recentemente. Tali esperienze potrebbero confluire in una esposizione permanente finalizzata all’interpretazione e alla presentazione dei valori simbolici che nel corso del tempo sono stati attribuiti ai luoghi. L’accento dovrebbe cadere sul contatto tra l’elemento locale e la cultura internazionale come forma di incontro e di reciproco scambio ed influenza, di processo fondativo e creativo delle identità sia dei luoghi che dei viaggiatori, nonché delle culture di appartenenza. Si potrebbe anche immaginare un itinerario tematico attraverso il quale ripercorrere i monumenti e i paesaggi di Amalfi per farne emergere le diverse connotazioni che nel corso dei secoli si sono succedute e sovrapposte, trasfigurando le une nelle altre fino all’interpretazione propria dell’epoca contemporanea. Gli strumenti e i supporti multimediali e interattivi potrebbero essere utilmente impiegati per evidenziare le successive stratificazioni con il diretto coinvolgimento del pubblico.

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