Valle delle Ferriere

Amalfi - Natura Emersa

UNITA’ N°: 002

COMUNE: Scala, Amalfi, (Pontone)

DESCRIZIONE: Un ambiente molto interessante non solo per la lussureggiante vegetazione ma anche per la presenza di reperti di archeologia industriale di epoche diverse, è dato dalla Valle delle Ferriere, che si estende tra i comuni di Scala e Amalfi. Molte persone che hanno visitato questa valle ricordano l’esperienza come un viaggio totalmente fuori dall’ordinario.
Partendo dal sentiero che ha inizio nella piazzetta di Pontone a circa 290 m slm si possono osservare reperti di epoche diverse ed ambienti incontaminati. La frazione di Pontone presenta alcuni elementi architettonici che vale la pena di osservare prima di iniziare la discesa, quali le rovine della chiesa di S. Eustachio (sec. XII), visibili dalla piazza di Pontone.
Il sentiero scende giù nella valle percorsa dal torrente Chiarito, che sfocia ad Amalfi, lasciando alle quote superiori i boschi di castagno e boschi misti di caducifoglie, che si intervallano a terrazzamenti fino a giungere alla riserva naturale protetta, dove un microclima caldo umido ha permesso la permanenza di una vegetazione subtropicale del Terziario. Qui si rilevano infatti felci rare quali la Pteris cretica, la Pteris vittata e la Woodwardia radicans (quest’ultima nell’ultimo tratto dove occorre chiedere autorizzazione per l’accesso al Corpo Forestale, in quanto riserva naturale integrale), oltre la Pinguicula hirtiflora Ten., piccola pianta carnivora, che costituisce invece un relitto glaciale. Di rilievo naturalistico sono gli habitat costituiti dalle pareti stillicidiose con muschi, capelvenere e scolopendrie.
Proseguendo, il sentiero costeggia in diversi punti il fiume Chiarito che crea spesso suggestive cascate e piccoli specchi di acqua dove è possibile bagnarsi. Lungo il suo corso si sviluppano formazioni ripariali con ontano napoletano e boschi misti di caducifoglie, con un corteggio floristico variegato, fra cui si cita la rara Erica terminalis. La discesa continua costeggiando boschi e radure fino a quando uno spettacolo di natura diversa si apre agli occhi del visitatore: costruzioni protoindustriali che sfruttavano la forza motrice dell’acqua del torrente per le proprie produzioni. Questi edifici, soprattutto cartiere, sono sostanzialmente identici e presentano una peculiare architettura finalizzata allo sfruttamento della forza motrice dell’acqua, formando tipiche strutture allungate a più piani, longitudinali al corso del torrente o a ponte su di esso: l’acqua del torrente veniva condotta attraverso un canale posteriore all’edificio fino alle macchine e alle vasche, controllata sempre da chiuse che permettevano di limitarne la quantità e la forza; in alcuni casi delle torri coniche permettevano la raccolta dell’acqua per determinare una quantità costante.
Gli ambienti interni sono caratterizzati da volte che hanno una diversa tipologia in funzione del periodo di realizzazione: a crociera per il XIII secolo (le cartiere di questo periodo sono state sostituite da altri edifici, perché erano più vicine all’abitato), a vela per gli edifici rinascimentali, a botte per quelli del Settecento e dell’Ottocento. Solitamente edifici adibiti a spanditoi erano costruiti vicino alle cartiere.
Gli edifici che è possibile osservare non sono sempre visitabili perché, benché in attività fino al primo cinquantennio del Novecento, versano in condizione statiche non sempre buone e sono pericolanti.
La prima cartiera che si incontra è quella di proprietà Milano, a tre piani, con all’interno ancora le macchine per la produzione; seguono più in basso i ruderi di due cartiere, quella Nolli e quella Treglia, in pessimo stato; la più imponente è quella Lucibelli, a sei piani, dove il proprietario abitava, ed essendo a ponte presentava una capriata lignea ormai distrutta.
Scendendo verso il centro di Amalfi si possono osservare diverse altre cartiere, tra cui si ricorda quella attualmente convertita a Museo della Carta, originariamente tutta fuori terra, ora sottoposta per un piano alla strada, con vasche, canali e spanditoio che è possibile visitare per capire come gli amalfitani riuscivano a sfruttare la forza dell’acqua per creare un prodotto di eccellenza.
Nella valle erano presenti anche una saponiera (abbattuta nel 1980, in seguito ai danni derivati da un sisma), una ferriera (iniziata al tempo dei Borbone ed interrotta nel 1800), un confettificio, una calcara, una polveriera e una centrale idroelettrica (tutte strutture allo stato di ruderi).

VEDERE, VISITARE, TROVARE: 
È possibile effettuare il percorso autonomamente o accompagnati da una guida, ma per accedere alla riserva naturalistica integrale è necessario essere accompagnati dal personale del Corpo Forestale.

OPPORTUNITA’:
Non tutto il tragitto è facilmente percorribile: alcuni tratti richiedono interventi di ripristino. È inoltre importante semplificare le procedure di accesso alla riserva, fornendo quantomeno informazioni chiare e precise su contatti e orari.
Le strutture delle cartiere, della ferriera e degli altri edifici versano per lo più in pessimo stato di conservazione: vi si può accedere con fatica, ma non sono sicure. Sebbene allo stato di ruderi, la visita potrebbe risultare di grande interesse storico e culturale, purchè vi sia un’adeguata presentazione. Lungo l’intero percorso si avverte la mancanza di segnaletica e cartellonistica e, in ogni caso, delle informazioni basilari di carattere sia storico e architettonico che naturalistico. In realtà, la valle potrebbe rappresentare il contesto e l’ideale integrazione della valorizzazione non solo della produzione artigianale della carta di Amalfi, ma dell’impianto urbanistico del centro così come si è storicamente formato.

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA:
www.mitopositano.it/monti_lattari.htm
Nel territorio della penisola amalfitana c’è…, Guida breve per coloro che desiderano godere il “rurale”, Grafitalia, Cercola (Na) 1998
Gargano G., “Le origini e gli eventi”, in La Costa d’Amalfi, paesaggio di borghi dipinti, iniziativa ideata da Cotur Costa d’Amalfi coordinamento turismo rurale
AAVV, Le arti dell’acqua e del fuoco, a cura del Centro di storia e cultura Amalfitana, Amalfi 2004.
Beguinot C. (con Bosco S. e Casolaro M.), Piano Progetto Ambiente Recupero Riuso Territorio, Giannini, Napoli 1994
Descrizione percorso trekking
http://www.walking-trekking.it/valle_ferriere.htm

Caneva G., Cancellieri L. (Eds.) 2007. Il paesaggio vegetale della Costiera amalfitana. Gangemi Editore, Roma.

Compilatore: Patrizia Palumbo e Valentina Savo

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