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Allo stato attuale le strutture superstiti sono costituite da un muro che attraversa la cavità naturale in direzione N-S, iniziando dal fondo della grotta per circa 17,70 m. Questo muro che non raggiunge la volta della grotta fuoriesce dalla sabbia e sembra poter essere interpretato come una delle pareti laterali della cappella. Le notizie storiche (Camera M., Memorie storico-diplomatiche della città ducato di Amalfi, Salerno, 1876) attestano la presenza di un’edicola antica che “lì dentro esisteva”. L’ingresso a quella, che possiamo considerare comunque qualcosa di più di una semplice edicola, avveniva dal lato N attraverso un passaggio su terrapieno, di cui restano parti consistenti,  che collegava la scala che immetteva nella grotta con un passaggio arcuato che immetteva alle spalle della costruzione. La costruzione vera e propria doveva estendersi in direzione N-S fino agli affioramenti di roccia che sono visibili sotto la moderna gettata di cemento (d’estate l’area è interessata da uno stabilimento balneare, d’inverno viene usata come deposito di barche). L’ingresso è stato supposto da N con un percorso che girava intorno alla cappella per due motivi fondamentali: 1. sulle rocce affioranti non si notano tracce di imposte di scale; 2. sarebbe stato poco razionale chiudere con una parete continua, sebbene con possibili vani- finestra, l’unica parte da dove poteva provenire una buona fonte di illuminazione.
La presenza di numerose barche tirate in secco non permette di vedere tutta l’area per cui non si riesce a rilevare la presenza di tracce che possano guidare alla collocazione dell’altare.

Amalfi_SCroce.pdf

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