I terrazzamenti di Ravello

Terrazzamento Ravello 1

COMUNE: Ravello
DENOMINAZIONE: Terrazzamenti
DOVE STA: Loc. Rotonda, loca. Torello, Loc. S. Cosma, Loc. Monte Brusara

DESCRIZIONE: Le aree a maggior incidenza di terrazzamenti sono quelle lungo il pendio esposto a sud dello sperone su cui sorge Ravello, nonché quella che costituisce l’ultima propaggine a nord del comune. Per quanto riguarda la parte a sud essa può essere divisa in due sottozone, di cui la prima (zona A) è quella che va dalla località Rotonda e che sovrasta la vallata del torrente Reginna fino a località Paradiso e l’altra (zona B) che va da Torello fino alla zona di S. Barbara. Entrambe le zone accolgono la coltivazione del limone con limitate parcella ture di uliveto, che costituisce la cesura insieme al bosco tra esse, e nella parte più elevata qualche piazza coltivata a vitigno. I terrazzamenti sono per lo più bene tenuti anche se qualche terrazzo presenta segni di abbandono. La zona a nord (zona C), quella che avvolge il Monte Brusara,invece, è dedicata al vitigno e qui nonostante la buona manutenzione del terrazzamento comincia ad apparire qualche sostituzione della paleria di castagno con i pali di cemento.

VEDERE, VISITARE, TROVARE: Per poter attraversare le aree terrazzate e godere della vista di questo elemento fortemente impattante si può scegliere di percorrere le strade pedonali che dal comune di Ravello portano a Minori o alla località di Castiglione, che appartiene a Ravello. Partendo da Piazza Duomo, si può percorrere per la zona A: Via Boccaccio, Via Crocelle, Via Rotonda; per la zona B: Via Annunziata, Via S. Pietro, Via S. Cosma, Via Famiglia Bolvito. Per vedere i terrazzamenti del Monte Brusara, occorre salire nella parte alta di Ravello, o seguendo la via rotabile che parte da Via Chiunzi oppure la pedonale che parte da Piazza Fontana e arriva a Via Monte.

OPPORTUNITA’: La possibilità di vedere le aree terrazzate sia in uso che in abbandono permette al visitatore di capire come questa attività ha influenzato ed influenza ancora l’assetto idrogeologico nonché l’economia della Costiera Amalfitana.

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