Unesco Costiera Amalfitana

Questo portale non è l’ennesimo che propone le meraviglie di un sito eccezionale. E’ (intende essere) piuttosto una “struttura di supporto alla decisione” a servizio di abitanti e utenti del territorio, finalizzata a promuoverne l’evoluzione compatibile e soddisfacente.

La Costiera Amalfitana, infatti, è stata inserita tra i “Paesaggi Culturali” che l’UNESCO considera “Patrimonio dell’Umanità” perché rappresenta “uno straordinario esempio di paesaggio mediterraneo con eccezionali valori culturali e naturali derivanti dalla sua difficile topografia e dal processo storico di adattamento compatibile operato dalla comunità, esempio brillante di uso intelligente delle risorse”.

Il valore universale della Costiera deriva quindi non da ciò che era, ma da come l’uomo l’ha “adattata”. Il paesaggio che ne è risultato è frutto di trasformazioni continue, sempre finalizzate a conseguire un vantaggio (i contadini che nell’XI secolo hanno realizzato le terrazze lo facevano per ricavare terra coltivabile), ma sempre compatibili e sempre caratterizzate da uno sfruttamento intelligente delle risorse locali. La molteplicità degli attori che oggi operano le trasformazioni (enti pubblici, imprenditori, cittadini) e la velocità con cui queste vengono proposte ha reso quasi mai compatibili, spesso poco intelligenti, le trasformazioni che si vorrebbero fare. Con la conseguente necessità di tutelare il territorio con vincoli strettissimi.

Il Piano di Gestione del sito UNESCO “Costiera Amalfitana” (PdG) – che la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Paesaggistici di Salerno e Avellino (SoBAP) e il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello (CUEBC) stanno redigendo – è ispirato ad un criterio di fondo: rendere evolutivo, compatibile ed intelligente il processo di trasformazione che ha generato la Costiera. Il che implica tutelare il territorio non tanto con vincoli ulteriori quanto con il ripristino delle “regole di trasformazione” che ne hanno generato la bellezza. Un ripristino che è possibile solo recuperando: la conoscenza diffusa del territorio, nonché degli effetti generati sia dalle trasformazioni fatte in passato sia da quelle che si intendono fare oggi.

Riattivare oggi il processo antico di trasformazione compatibile e intelligente, tuttavia, richiede una struttura tecnico-scientifica capace di raccoglier le informazioni, ridistribuirle a tutti gli attori del sistema e ai fruitori esterni, corredarle dell’indicazione dei presumibili effetti sul territorio. Una “Struttura di Supporto alla Decisione” (SSD) che surroghi oggi il sapere diffuso che ha generato il paesaggio e che, senza interferire con le competenze specifiche degli enti esistenti, aiuti a monitorare l’evoluzione del sistema. Prima, durante e dopo la realizzazione degli interventi.

Grazie ad uno specifico finanziamento erogato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBAC) la SoBAP,  il CUEBC e la Comunità Montana “Monti Lattari” hanno quindi costruito questo portale, che costituisce l’embrione della SSD e che, soprattutto, serve a testarne l’efficacia e l’utilità. Nel sito www.unescoamalficoast.it  è possibile trovare le informazioni utilizzate nella produzione del PdG, i documenti delle trasformazioni antiche (con speciale attenzione a quelle meno note), le azioni proposte per generare sviluppo senza compromettere – anzi, arricchendo – il paesaggio.

Illustrare il PdG e fornire le informazioni oggi disponibili è importante, ma è solo uno degli obiettivi del portale. Affinché esso risulti strumento efficace della diffusione delle conoscenze è infatti altrettanto importante che possa ricevere da cittadini, enti e istituzioni altre informazioni, ridiffonderle (previa verifica) all’esterno. Le informazioni e le proposte presenti nelle varie sezioni non sono quindi esaustive, servono soprattutto di esempio a chi vorrà integrale con altre informazioni e proposte: analoghe, pertinenti, differenti, contrastanti.

II contenuto (e l’utilità) del sito www.unescoamalficoast.it dipendono da chi lo utilizzerà e da come verrà utilizzato.

Condividi contenuto

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email