Grotta dei Porci

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Il sito allo stato attuale presenta il muro di chiusura sulla strada pedonale che collega la zona di Castiglione con Atrani. Su questo muro si apre l’ingresso, che immette nell’area della grotta. La cavità, poco profonda, appare suddivisa su più piani, suddivisione facilitata  dalla conformazione geomorfologica della cavità stessa. Il livello inferiore, ora per circa un metro di altezza invaso dai materiali dilavati dal piano superiore e dal circondario, nonché da quelli portati qui e risulta di lavori nell’area vicina, mostra chiaramente il segno dell’innesto della rampa di scale, che appoggiandosi alla roccia affiorante sul lato N, conduceva al livello superiore. L’intervento maggiore risulta proprio a questo livello, che appare regolarizzato nel piano con un battuto di cemento e con i soli due gradini della scala che giungeva dal piano inferiore. Il piano appare diviso nella parte più arretrata da un cordolo leggermente aggettante che disegna una vasca, o comunque un’area a diversa funzione. Una piccolo grumo di calce è visibile sulla parete O della grotta a livello del secondo piano.
La funzione della grotta può essere ricondotta nel periodo più recente (XVIII sec.) a quella di ricovero di maiali, come anche il toponimo ricorda, anche se per il periodo più antico è possibile ipotizzare una diversa destinazione d’uso da ricollegarsi al soprastante castrum di Sopramonte, di cui è da collocare in questa area uno degli accessi. Il luogo può quindi essere stato un posto di guardia, anche in considerazione della vicinanza alla gradonata e alla porta che immetteva nel centro urbano di Atrani. Il piano superiore doveva essere chiuso sul davanti da un muro che limitava questo livello come una zona di riposo per chi prestava servizio nelle ore di guardia.
Interessante è la funzione che il sito ha rivestito durante l’ultimo conflitto mondiale: ricovero degli abitanti della zona circostante durante i bombardamenti.

Ravello_Grotta_dei_porci_1.pdf
Ravello_Grotta_dei_porci_2.pdf

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