La tammurriata

tammorre

Molto rinomata e di grande espressione musicale e sociale è la tammurriata, diffusa non solo in Costiera Amalfitana bensì in tutta la Campania. Ha origini molto antiche e veniva e tuttora viene realizzata dal popolo “cafone”, contadino. Tale espressione musicale è legata a momenti ritualizzati della collettività e nella fattispecie alla sacralità devozionale rivolta alle tante Madonne campane e a Sant’Anna. 

La tammurriata nasce dall’interdipendenza di ballo, canto e musica e si esegue nel periodo che va dall’inizio della primavera (momento della fioritura) fino alla seconda metà di agosto (fine del raccolto e della potatura). Tutto ciò perché si vogliono seguire i ritmi di Madre natura e quindi la tammurriata si spegne con l’arrivo del buio invernale. In passato, per festeggiare le Madonne benefattrici, i pellegrini giungevano al luogo del culto o a piedi o con lo “sciaraballo”, un grande carro che un tempo veniva trainato dai cavalli o dai buoi e oggi dai trattori. Il termine sciaraballo deriva dal francese “char a bal”, che significa carro da ballo, su cui aveva ed ha inizio l’esecuzione delle tammurriate. Questo carro viene anche decorato con prodotti locali, caciocavalli, salami, frutti di stagione, fiori, palme e vino che deve dissetare i cantatori, i danzatori e i suonatori.
Nell’ambito della tammurriata si riscontrano elementi greci che sottolineano le sue antiche origini, il suo legame con la terra, con la divinità e l’ebbrezza bacchica. Secondo i greci, infatti, attraverso il ballo ci si poteva accostare alle divinità e i danzatori si muovevano con gesti corporei strettamente legati alla voce e alla musica per il raggiungimento dell’ebbrezza terrena. La tammurriata presenta elementi comuni alle antiche danze elleniche, come ad esempio la cheironomia, ovvero la posizione assunta dalle mani nel corso del ballo (importante perché attraverso di essa si esplicitano particolari sentimenti ed emozioni) e il saltare di tipo demoniaco che agita tutto il corpo.
La tammurriata è una danza di coppia, eseguita o da un uomo e una donna o da due uomini o da due donne. Nell’ambito di tale ballo, i gesti possono essere spontanei o derivare dalle azioni quotidiane, dal lavoro in casa o nei campi, come zappare la terra o setacciare la farina. Nel momento in cui parte la musica si formano le coppie attraverso un gioco di sguardi: inizialmente i due danzatori sembrano cercare una giusta intesa tra di loro e con lo spazio circostante.
Durante l’esecuzione della tammurriata non vi sono attori e spettatori perché questi ultimi possono intervenire in qualsiasi momento aggiungendosi alle danze. Si formano spontaneamente dei cerchi con tutti i presenti, all’interno dei quali si fondono suonatori, danzatori,cantatori e spettatori. Il cerchio simboleggia la volontà di sfuggire al tempo canonico, si tenta in questo modo di fermarlo e si cerca di dimenticare il duro lavoro. La tammurriata viene accompagnata dalle castagnette, tenute in mano un po’ da tutti, e nel frattempo i danzatori iniziano ad assumere un atteggiamento più aggressivo, di evidente avvicinamento amoroso o di sfida, assecondato o cacciato dall’altro.
La danza, con tutti i suoi corteggiamenti, le sue intese, le sfide, i rifiuti, gli accoppiamenti, ricamati dalla ritmicità delle castagnette, sprigiona tutta l’energia interiore dell’uomo, la sua forza e resistenza fisica, ed è una delle maggiori e più genuine manifestazioni di sensualità. Non esiste limite di tempo per terminare la danza se non lo sfinimento.
Questo ballo non si insegna nelle scuole ma si impara solo con la pratica e grazie alla disponibilità degli anziani, disponibili a diventare insegnanti.
La tammurriata ha delle caratteristiche ben definite, ma vi sono delle distinzioni ben precise da un luogo all’altro della Campania. Queste diversità sono nate forse a causa della varietà geografica e climatica dei posti dove si balla questa danza. In pianura e nei luoghi vicino al mare la danza è stata sempre considerata un avvicinamento sensuale ed amoroso, mentre nei luoghi alti e montagnosi la presenza incombente del pericolo e la necessità di conquistare le vallate hanno introdotto, nella tammurriata, atteggiamenti più duri, scattanti, saltellanti, aggressivi.
In Costiera Amalfitana è possibile ammirare i danzatori ballare la tammurriata durante la festa in onore della Madonna dell’Avvocata. La caratteristica più importante è la presenza di un numero elevato di tammorre suonate contemporaneamente, che può arrivare anche sino a dieci. La musica e i movimenti sono veri e propri richiami guerreschi, incitamenti agli uomini nei momenti di combattimento.

VEDERE, VISITARE, TROVARE: è possibile assistervi alla Madonna dell’Avvocata nella giornata di Lunedì di Pentecoste, al Santuario della Madonna dell’Avvocata sul monte Falerzio.

OPPORTUNITA’: riproporre la tammurriata anche in altre occasioni, per farla conoscere anche ai visitatori. Si potrebbe pensare a manifestazioni esplicitamente dedicate all’approfondimento del patrimonio musicale della Costa d’Amalfi: le danze, i canti, le musiche e gli strumenti necessitano però di un’adeguata interpretazione e di una presentazione efficace, in grado di portarne alla luce i contenuti e gli specifici significati culturali.

BIBLIOGRAFIA: assente.
Fonte: www.discede.it, sito web dell’Associazione Discede

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